Con l'entrata in vigore del D.P.R. 28 dicembre 2000 n° 445, è in atto nel nostro Paese, un importante processo di "sburocratizzazione" e semplificazione amministrativa per riformare la Pubblica Amministrazione e farla funzionare in maniera più efficace e trasparente.

Cos'è l'autocertificazione

Certificati addio: le amministrazioni e i gestori di pubblici servizi non possono più chiedere ai cittadini i certificati in tutti i casi in cui si può fare l’autocertificazione.
In pratica ognuno di noi può – sotto la propria responsabilità – attestare tutte le informazioni sul proprio stato di cittadino (dalla data di nascita alla residenza, dallo stato civile alla qualifica professionale) con una semplice dichiarazione firmata, non autenticata e senza bolli.
Queste alcune delle novità più significative del Testo unico sulla documentazione amministrativa che raccoglie e integra le varie norme esistenti in materia.
Con le nuove disposizioni sono diventate più semplici tutte le pratiche più comuni della vita quotidiana ed è già stato eliminato oltre il 63% dei certificati che passano dai 71 milioni del 1996 ai circa 26 milioni dei primi sei mesi del 2001.
Si calcola che solo nell’ultimo anno siano stati risparmiati circa 2.400 miliardi per autocertificati e autentiche.
Oggi, ai cittadini non si chiede più di dimostrare di essere nati o addirittura in vita.Non si chiede più di fare file o la spola tra un ufficio pubblico e l’altro alla ricerca di un certificato o di un documento.
Al cittadino, come alle pubbliche amministrazioni, si chiede e si offre oggi collaborazione e fiducia reciproca, per il fine comune di un rapporto finalmente paritario e di un servizio più efficace, più veloce, più snello.
La strada è ancora lunga: molto è stato fatto, molto c’è ancora da fare.
Semplificare la vita ai cittadini è la nostra priorità, dall’autocertificazione vogliamo e dobbiamo arrivare alla non certificazione, per eliminare del tutto l’onere di raccogliere e comunicare elementi, dati, notizie di cui le pubbliche amministrazioni sono già in possesso.

Cosa si può autocertificare

Dati anagrafici e di stato civile

Luogo e data di nascita
Residenza
Cittadinanza
Godimento dei diritti civili e politici
Stato civile (celibe/nubile, coniugato,
    vedovo, stato libero)
Stato di famiglia

Esistenza in vita
Nascita del figlio/a
Morte del coniuge, del genitore, del
    figlio, ecc.
Tutti i dati contenuti nei registri di
    stato civile (ad esempio maternità,
    paternità,
separazione o comunione
    di beni)

Come si fa l'autocertificazione

Per sostituire i certificati basta una dichiarazione in carta semplice, firmata dall’interessato, senza autentica della firma e senza bollo.
L’autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di certificazione) può anche essere inviata per posta o fax, o consegnata da un’altra persona.
L’autocertificazione è definitiva e ha la stessa validità del certificato o dell’atto che sostituisce.
Per agevolare i cittadini, le amministrazioni devono mettere a disposizione i moduli delle dichiarazioni.

Chi può fare l'autocertificazione

I cittadini italiani

I cittadini dell’Unione Europea

I cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia limitatamente ai dati verificabili presso le pubbliche amministrazioni italiane.

Cosa non si può autocertificare

Ci sono pochi casi in cui non è possibile ricorrere all’autocertificazione ed è necessario presentare i tradizionali certificati:
certificati sanitari, medici, veterinari, certificati di origine, di conformità CE, certificati di marchi e brevetti.

Chi deve accettare l'autocertificazione

Tutte le amministrazioni pubbliche, comprese Scuole, Università, Motorizzazione Civile, Comuni I gestori di pubblici servizi nei rapporti con l’utenza, ossia le aziende che hanno in concessione servizi pubblici come trasporti, erogazione di energia, servizio postale, reti telefoniche, ecc. (ad esempio, Enel, Ferrovie dello Stato, Poste).
Attenzione: i privati (ad esempio banche, assicurazioni), notai e tribunali non sono obbligati ad accettare l’autocertificazione

La dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà

I cittadini possono rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per tutte le altre situazioni relative a stati, qualità personali e fatti a diretta conoscenza dell’interessato, non compresi nell’elenco di ciò che si può autocertificare. Ad esempio, si può dichiarare di essere erede, proprietario o affittuario di un appartamento. La dichiarazione può anche riguardare stati, qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui l’interessato abbia diretta conoscenza.
Le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà devono essere firmate davanti al dipendente addetto a riceverle, oppure consegnate da un’altra persona o inviate, anche via fax, allegando la fotocopia di un documento di identità.

Documenti d'identità al posto dei certificati

I dati contenuti nella carta di identità o in altro documento di riconoscimento, in corso di validità,
hanno lo stesso valore dei corrispondenti certificati.
Per attestare nome e cognome, data di nascita o residenza, ad esempio, è sufficiente l’esibizione del documento di riconoscimento.

Legalizzazione di fotografie

Le amministrazioni competenti al rilascio di documenti personali sono tenute a legalizzare le fotografie, senza pagamento di bolli.
L’interessato può anche rivolgersi presso qualsiasi Comune.

Autentica di copia

Per dichiarare che è conforme all’originale:
- la copia di un atto o documento rilasciato o conservato da una pubblica amministrazione
- la copia di una pubblicazione, di un titolo di studio e di servizio
- la copia di documenti fiscali che devono essere conservati dai privati è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà firmata davanti al dipendente addetto a riceverla,
oppure consegnata da un’altra persona o anche inviata con la fotocopia del documento di identità.
Non è più necessario quindi far autenticare le copie di questi documenti in Comune o presso l’amministrazione a cui devono essere consegnate.

Stato Civile

Gli uffici pubblici non possono richiedere gli estratti degli atti di stato civile.
Sono le stesse amministrazioni che dovranno procurarseli nei casi necessari come, ad esempio, la richiesta di pubblicazioni per il matrimonio, l’adozione, ecc.

Impedimento per ragioni di salute

Quando una persona non è in grado di rendere una dichiarazione per ragioni di salute, un parente prossimo (il coniuge, i figli o altro parente fino al terzo grado) può fare una dichiarazione nel suo interesse. In questo caso la dichiarazione va resa, indicando l’esistenza di un impedimento temporaneo per ragioni di salute, davanti al pubblico ufficiale che deve accertare l’identità della persona che ha fatto la dichiarazione.

Diritti e doveri

La mancata accettazione dell’autocertificazione costituisce violazione dei doveri di ufficio da cui possono derivare sanzioni disciplinari per il dipendente.
Le amministrazioni sono tenute a controllare la veridicità delle dichiarazioni. In caso di dichiarazione falsa, il cittadino può subire una condanna penale e decade dagli eventuali benefici ottenuti con l’autocertificazione.

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